Comunicato stampa a cura di Benvenuti in Italia

La Storia delle religioni: disciplina curricolare contro i fondamentalismi e per la creazione di una cittadinanza consapevole

Al Ministro Profumo chiediamo il coraggio di proporre una sperimentazione nazionale, nonostante le critiche e le difficoltà.

Carissimi,
per non far cadere nel vuoto il nostro impegno comune e per sollecitare l’opinione pubblica, abbiamo pensato di fare questo comunicato stampa che vorremmo mandare con le firme di tutti coloro che, amici e colleghi, sono impegnati o interessati al progetto culturale che ha come focus la storia delle religioni.

Vi chiederei di leggere e di sottoscrivere, a titolo personale, con la vostra etichetta/ruolo o se possibile con i gruppi di cui siete rappresentanti.

Il comunicato partirà lunedì alle 9.00 quindi vi chiederei di pensarci e aderire fino alle 00.00 di domani domenica 30 settembre

Grazie e resto a disposizione per ogni domanda e chiarimento
Giratela liberamente a coloro che pensate possano aderire e chiedete di mandarmi l’adesione per mail: mariachiara giorda <mariachiara.giorda@acmos.net>

mariachiara giorda
a nome di Benvenuti in Italia (www.benvenutiinitalia.it)

*****

La Storia delle religioni: disciplina curricolare contro i fondamentalismi e per la creazione di una cittadinanza consapevole

Al Ministro Profumo chiediamo il coraggio di proporre una sperimentazione nazionale, nonostante le critiche e le difficoltà.

Negli scorsi giorni abbiamo ascoltato interessanti dichiarazioni del Ministro Francesco Profumo, sull’importanza di affrontare anche didatticamente il tema religioso in ottica trasversale e plurale.

Nella nostra società il dato religioso occupa uno spazio importante, rintracciabile in forme di credenza variegate e difformi. Le differenze religiose –uno degli aspetti del pluralismo culturale- restano fonte di polemiche e difficoltà sia nel garantire l’uguaglianza nella scuola, sia nel facilitare la partecipazione alla vita politica e culturale della società, sia nell’impegno di creare il sentimento di cittadinanza condivisa. Più precisamente, le questioni riguardanti la religione a scuola testimoniano l’estrema complessità e la natura particolarmente delicata dei problemi in causa e confermano la necessità di trattare la diversità religiosa come una componente dell’educazione.

L’educazione alle religioni, l’indagine scientifica del fatto religioso è, a livello cognitivo, uno strumento fondamentale di educazione alla cittadinanza globale ed è un antidoto contro derive fondamentaliste e violente.

L’analfabetismo religioso diffuso, diventa un ostacolo nella costruzione della cultura alla cittadinanza responsabile. In Italia, a differenza di altri paesi d’Europa, manca un sapere storico-religioso diffuso, perché la scuola non ha (ancora) attivato questo ambito che pure è riconosciuto come priorità educativa (si vedano, ad esempio, i Principi di Toledo 2007).

Benvenuti in Italia crede che sia importante l’attivazione curriculare di un corso di storia delle religioni: il contesto religioso deve essere riconosciuto ed elaborato come prodotto culturale ed oggetto di analisi storica, come una delle chiavi interpretative della storia umana. Il tema del pluralismo religioso è senza dubbio uno dei più delicati, perché coinvolge l’identità profonda dei singoli, delle famiglie, delle comunità e della Comunità statale, che nella scuola si esplica.

A Torino e Roma in questi anni si sono svolte alcune interessanti sperimentazioni, che sono state sostenute dal Ce.se.di -Provincia di Torino-, la Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, il Ministero delle Pari Opportunità, il Tavolo Interreligioso di Roma, la Tavola OPM della Chiesa Evangelica Valdese, numerose scuole elementari, scuole medie e alcuni istituti superiori. Riteniamo che da queste sperimentazioni si possa passare a una sperimentazione nazionale, che dia il giusto spazio alla storia delle religioni come elemento fondamentale per l’educazione alla cittadinanza responsabile.

Siamo felici quindi che finalmente questo approccio abbia avuto rilevanza pubblica e politica a livello nazionale e speriamo che il Ministro, nonostante le accese critiche, abbia il coraggio di procedere in questa direzione, unica possibilità per rendere il nostro Paese davvero Europeo.
****